mercoledì 4 giugno 2014

Un vecchissimo libro della nonna Vera.

L'ultima volta che sono stata a casa mia in Toscana, a Casole d'Elsa, ho scovato in uno dei bauli del conteso e criticato ripostiglio un vecchissimo libro di ricette. Credo appartenesse a mia nonna Vera (la maga del ragù di carne ... e di tanto altro). Un libro oramai consumato dal tempo, dalle consultazioni e dall'incuria del tempo. Quando vado in quella piccola casa, sempre, dedico del tempo a cercare, trovare e frugare nel suddetto ripostiglio. E' una stanza in salita, mi spiego meglio. Senza finestre, scomoda perchè è sopra ad una scala e quindi il pavimento è appunto in salita. Piena di cose. Dal pellet per la stufa, a libri di medicina (appartenuti a mia zia, quando studiava nel convitto di suore per diventare infermiera) a libri miei e dei miei cugini. Bauli con biancheria per la casa, per la camere da letto e per il bagno. Due biciclette. Attrezzi vari. Bottiglie di vino e di olio, naturalmente vuote. Accessori per la pulizia delle scarpe ... risalenti a qualche decennio fa. Vestiti dimenticati di mia nonna. Bigodini per la messa impiega. Insomma un pozzo di meraviglie ... per me. Trovo sempre qualcosa di  interessante da portare a Milano: un centrino di pizzo, un piccolo sgabello di legno, vecchi bicchieri da sherry. E per ultimo questo meraviglioso libro di ricette . 
Mentre delicatamente lo sfogliavo, perchè le pagine si sono scollate, sono rimasta affascinata dal modo di scrivere dell'autore. Ahimè non ho idea di chi l'abbia scritto, mancano le prime pagine. Ci sono  787 ricette.  Dalle minestre ai dolci. Ci sono riportate anche le misure esatte per i " Cappelletti all'uso di Romagna". Credo risalga ai primi del '900. Lo adoro. E' un pezzo di storia della cucina italiana. E' un ricordo di mia nonna. Per farvi capire di cosa sto parlando ecco una ricetta che trovo fantastica. Come fare il Sugo di carne (così apprezzato in questo blog ... ). E naturalmente ve lo mostro in tutto il suo affascinante splendore. 

4. - Sugo di carne

La Romagna, che è a due passi dalla Toscana, avendo in tasca la Crusca, chiama il sugo di carne brodo scuro, forse dal colore che tira al marrone.
Questo sugo bisognerebbe vederlo fare da un bravo cuoco; ma spero vi riuscirà, se non squisito, discreto almeno con queste mie indicazioni.
Coprite il fondo di una cazzaruola con fettine sottili di lardone o di carnesecca (quest'ultima è da preferirsi) e sopra alle medesime trinciate una grossa cipolla, una carota e una costola di sedano. Aggiungete qua e là qualche pezzetto di burro, e sopra a questi ingredienti distendete carne magra  di manzo a pezzetti o a bracioline. Qualunque carne di manzo è buona ; anzi per meno spesa si suol prendere quella insanguinata del collo o altra più scadente che i macellari di Firenze  chiamano parature. Aggiungete ritagli di carne da cucina, se ne avete, cotenne o altro, che tutto serve, purchè sia roba sana. Condite con solo sale e due chiodi di garofani e ponete la cazzaruola al fuoco senza mai toccarla.
Quando vi giungerà al naso l'odore della cipolla bruciata, e quando la vedrete tutta rosolata per bene, anzi quasi nera, versate acqua fredda quanta ne sta in un piccolo ramaiuolo, replicando per tre volte l'operazione di mano in mano che l'acqua va prosciugandosi. Per ultimo, se la quantità della carne fosse di grammi 500 circa, versate nella cazzaruola un litro e mezzo di acqua calda, o, ciò che meglio sarebbe, un brodo di ossa spugnose e, fatelo bollire adagino per cinque o sei ore di seguito onde restringere il sugo ed estrarre dalla carne la sua sostanza.
Passatelo poi per istaccio, e quando il suo grasso sarà rappreso, formando un grosso velo al di sopra, levatelo tutto per rendere il sugo meno grave allo stomaco. Questo sugo, conservandosi per diversi giorni, può servire a molti usi e con esso si possono fare dei buoni pasticci di maccheroni. I colli e le teste di pollo spezzate, uniti alla carne di manzo, daranno al sugo un sapore più grato. i resti della carne benchè dissugati, si possono utilizzare in famiglia facendo delle polpette. 

Non trovate meravigliosa questa ricetta? Certo lontano anni luce dalle nostre diete, dai consigli di nutrizionisti e dietologi ... Ma come non ci si può innamorare di parole come " cazzaruola, macellari o ramaiuolo? Oppure rimanere  affascinati dalle frasi "rendere il sugo meno grave allo stomaco?". 
Alla prossima  fantastica ricetta. 

mercoledì 28 maggio 2014

Today " Salame di cioccolato." ... recipe for Grandma Vera.

She always, the source of some of my recipes. Today's recipe is a "sausage" of chocolate. In the Italian regions there are different versions. With nuts, with biscuits, only with Nutella, with only cocoa ... I have my own. Handed down by her grandmother.

Ingredients

1 tablespoon of Nutella 
1 tablespoon unsweetened cocoa powder 
1 egg 
125 gr sugar 
125 of butter 
200 grams biscuit

Recipe

Beat the egg with the sugar. Add the tablespoon of nutella and cocoa. Meanwhile melt the butter in the microwave. Let cool and add the egg mixture to the butter, chocolate and cocoa. Finally put the crushed biscuits in the bowl. Turn with a wooden spoon and then pour the mixture over a sheet of aluminum foil. At this point to give the dough the elongated shape of a sausage. Wrap it in foil and put in the freezer for about an hour. Spent the time to serve and ... bon appetit.







lunedì 26 maggio 2014

Fagiolini e ... pensieri.

Quando pulisco i fagiolini, inevitabilmente la mia mente inizia a viaggiare velocissima, pensieri, idee, progetti, paure. Non capita anche a voi?  Secondo me pulire questi ortaggi è un gesto che aiuta a  riflettere,  svelare confidenze e segreti. Mi ricordo da piccola in cucina con mia nonna Vera (la nonna toscana) ;  lei cucinava e io seduta sulle scale di casa pulivo i fagiolini e raccontavo o meglio ascoltavo i suoi racconti della guerra, di mio nonno, di mia mamma e della sua vita. Momenti intimi, dolci e indimenticabili.
Ma ritornando ai fagiolini di questa mattina, riflettevo su di una cosa. Come possono una mamma e anche un papà  uscire indenni dal periodo pre e adolescenziale dei propri figli? Oddio che montagne russe di sentimenti. Che scorta di pazienza bisogna avere e trovare. So benissimo che non ho scoperto nulla di nuovo. Ma un conto è sentirlo raccontare un conto è viverlo sulla propria pelle. Musi lunghi che all'improvviso diventano sole accecante (potere di un suono del cellulare). Parole tirate fuori con la tenaglia, cacciavite e pinze. Oppure parole che escono come fiumi in piena. Non puoi permetterti di fare una domanda di troppo, potrebbe essere la fine di una giornata tranquilla. Week end attesi e subito "sgonfiati" perchè  di quello che vorremmo fare, mai riscuote il loro interesse ... 
Montagne di vestiti che giacciono inermi sulla sedia (soprattutto della sedia di Beatrice) e guai a toccarli, devono rimanere lì ... lei deve avere a portata di mano i suoi outfit preferiti. Troppo lontano l'armadio!!! E con Edoardo se provi a chiedere informazioni sugli amici, sui compagni ...  si scatena l'ira di Eolo il dio del vento ... sbuffi a non finire.
E' sempre un viaggiare in bilico, non sai mai se ciò che starai per fare o dire o cucinare o proporre o chiedere potrà essere il preludio di momenti tranquilli, sereni oppure, e sempre più spesso, l'inizio di uno tsunami che ti stravolgerà la giornata. Allora e io e Marco a quel punto, oramai ci basta uno sguardo, ci vestiamo, ci mettiamo le nostre scarpe da runner (per disperazione) e in silenzio usciamo , una corsetta, una passeggiata ... un momento normale per affrontare al nostro rientro ... cosa? Non lo sappiamo mai.


venerdì 23 maggio 2014

Fiori e profumi.

Ieri mattina ho comprato un nuovo libro. Il titolo : Il sentiero dei profumi di Cristina Carboni. Come sempre accade quando devo scegliere un libro vado per istinto, poi mi lascio catturare dalla copertina, poi leggo la quarta di copertina con le piccole recensioni di alcuni quotidiani. Sfoglio le ultime pagine dove solitamente ci sono i ringraziamenti delle autrici o autori, leggo l'incipit e solo alla fine scorro velocemente il "riassunto" del libro nella sovracoperta.  Se tutte queste piccole e veloci informazioni mi soddisfano allora compro il libro, altrimenti rimane sullo scaffale . Certo e naturalmente questo non succede con i libri di scrittrici o scrittori che conosco, soprattutto che amo.
Nella quarta di copertina di questo libro  c'è una nota presa dal quotidiano l'Espresso: "Un romanzo italiano già venduto in Europa come Il linguaggio segreto dei fiori".
Il linguaggio segreto dei fiori, un libro magico, intenso, emozionante. Una storia straordinaria di una ragazza, che proprio attraverso i fiori riesce a riprendere o forse è meglio dire a prendere in mano la sua vita. Leggetelo!!!
Il libro che ho acquistato ieri è molto simile. I fiori diventano base di partenza per profumi sconvolgenti passionali, unici e rari. Essenze antiche che aiuteranno la protagonista a trovare il Profumo Perfetto per fare pace con il suo passato. Generazioni di donne che tracceranno e decideranno il suo destino.
Il sentiero dei profumi ... lasciatevi catturare dal profumo dell'iris che vi farà ritrovare fiducia. E la vaniglia che vi farà sentire protette.
Amo i profumi, e non parlo dei profumi commerciali, tanto per intenderci quelli da profumeria con costi esorbitanti. Io adoro l'essenze naturali. Ortensia, lavanda, limone ... Ma , lo sapete già, la violetta è il mio profumo preferito e naturale. Perchè? Perchè evoca ricordi, nostalgie, luoghi, infanzia, giochi, risate e una carezza di una donna a cui ho voluto molto bene. Mia nonna Adele.



Violetta:eleganza e descrizione. E' il profumo della femminilità dolce e delicata. Tranquillizza e tonifica.

Il sentiero dei profumi.

mercoledì 21 maggio 2014

Sauce of minced meat, or ... sugo toscano di Nonna Vera.

Hello dear friends, as I promised here's the recipe for preparing tastier gravy of my dear grandmother Vera.
Every sunday morning prepared him. It is part of my most beautiful memories of my childhood.

Sunday morning, strictly on a Sunday morning, take a clay pot, possibly Tuscany, put a little olive oil extra virgin  and saute il battuto (The battuto is  a chopped carrot, celery and onion.) After the battuto he took color, do not burn the onion, put the minced meat, fry very well and add a glass of red wine, maybe a lively Colline Senesi's Chianti.
After the wine has evaporated completely, salted with coarse salt (I recommend just a pinch), add the rabbit, a sparebib.
Add the tomato sauce. 
Cover with a lid and boil for 3/4 hours. I remember Grandma Vera always told me that true success was for a good ragù is  meat quality and a   long boiling.
I do not have precise doses for the ingredients, because now I do it instinctively. I usually use 300 grams (12 oz) minced meat, a jar of 450 grams (1 lb) of tomato sauce.

As a type of pasta I usually use short pasta such as maccheroni or pipe rigate. Very good with the pici toscani.
I hope I have been clear in translating the recipe. I'm here if you want more information or details. See you soon.

Pici toscani with ragù.


Orto in città.

Mi ricordo negli anni '70/80  spesso sui balconi si vedevano spuntare piantine di pomodorini, oppure verdi foglie di insalata o ancora rossi peperoncini che solo a guardarli pizzicava la lingua. Questi balconi erano anche snobbati. Le verdure su una terrazza??? Anche no!!!
Poi arrivò il grande progresso e le verdure sul terrazzo furono sostituite dalle vaschette (non riciclabili) di frutta e verdura. Mi ricordo durante una  gita ad un agriturismo, quando Edoardo era all'asilo, un suo piccolo compagno alla domanda dove nascono i limoni, la sua risposta fu  ... all' esselunga!!! Sconcertante. Questi  i figli del progresso o recessione? Soprattutto al nord avere l'orto divenne prerogativa dei pensionati o di chi viveva in periferia e aveva la fortuna di abitare in una casa indipendente con tanto di giardino. Poi sempre il grande progresso con i suoi concimi ultrapotenti e molto nocivi per la nostra salute, con la scarsa qualità di ortaggi e frutti cresciuti in serre, con la forzatura della crescita cambiando anche il ritmo delle stagioni ... pesche a gennaio, fragole a dicembre ... ha fatto si che le persone si riavvicinassero di nuovo al biologico. Un termine che deriva dal greco "bios" vita e "logos" parola, quindi una parola che abbia per significato il rispetto della vita. E mangiare biologico, vivere biologico è diventato cool e forse anche la risposta alla progressiva degenerazione di alcune malattie. Sono così nati e apprezzati gli orti comunali, in affitto.  E da qualche anno (direi un paio d'anni), si ricominciano a vedere spuntare dai vasi dei terrazzi verdi foglie di insalate, profumate e meravigliose piante aromatiche. Sono nati blog, siti internet, forum, trasmissioni e appositi vasi per la coltivazione sul terrazzo. Una produzione a chilometri zero, senza concimi e con la grandissima soddisfazione di produrre, curare quello che mangeremo. E da qualche settimana anche il mio terrazzo è diventato un Orto in città. Insalata lattuga, pomodori ciliegini, menta, basilico, prezzemolo, rosmarino, lavanda, salvia ... . Piccole soddisfazioni ... crescono. 



mercoledì 14 maggio 2014

Paciarella cake.

Dear American and English friends, 

I finally managed to translate the recipe for the cake Paciarella.
This is a cake that has even centuries of history. Appeared in the early books of recipes around the Middle Ages.
It 'a typical sweet Lombard, has several variants depending on the region of Lombardy, where it is made​​. My recipe is the one I was preparing my grandmother Adele. For the snack is great, accompanied by a glass of milk, or juice.
is one of my favorite cakes, because it reminds me of my childhood. 



Ingredients

stale bread 16 oz  (500 gr)
milk 1 quart           (1 litro)
yolk 1 
cocoa 8 teaspoon (40 gr)
sugar about 3 oz   (80 gr)
raisins  1 oz            (30 gr)
pine nuts                 (30 gr)
butter 4 teaspoon (20 gr)

                                                                      


Recipe

You chop the bread into small pieces and soak in milk for 20 minutes. 
After the time squeeze, not too much, and place in a bowl. Add cocoa, sugar, yolk, raisins and pine nuts. Mix everything with a wooden spoon and mix well. I used my hands because I think it is much easier to ensure that the various ingredients harmonize completely. Grease a baking dish with the butter and then, and then adjourn to the mixture and place in a preheated oven at 200 degrees for 30 minutes.

Let me know if you liked it, the next recipe will be the famous Tuscan sauce Grandma Vera. 
See you soo