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lunedì 4 gennaio 2016

la prima torta del 2016.

Una bella e semplice torta per iniziare con dolcezza questo nuovo anno. Facile da preparare e perfetta per le colazioni in famiglia, ancora con le feste, il Natale e gli auguri nel cuore. Tra pochissimi giorni le scuole riapriranno e la vita normale riprenderà il suo corso. Spero abbiate passato dei bellissimi giorni insieme alle persone a voi più care. Noi,  in attesa dei saldi (a Milano dal 5 gennaio) per il rinnovo del guardaroba dei due adolescenti, soprattutto della Signorina che non ha mai niente da mettere, già povera piccola, ci godiamo ancora ore di dolce far nulla, ma sempre con la mente, almeno la mia in fermento e alla ricerca di nuove idee. Ritorneranno IDISPETTOSI, le loro amiche pochette e magari altre novità.
Nel frattempo vi lascio con la ricetta della mia semplice e prima torta del 2016.
Buona anno, buon inizio e che tutti i vostri sogni e desideri si avverino, sempre con affetto e un tocco di magia.


Torta alle nocciole, decorata con cranberry e noci.

Preparazione: 15 min.
Cottura: 30 min


Per uno stampo da 20 cm di diametro: 2 uova - 180 gr farina 00 (io uso la 0) - 120 gr di zucchero di canna - 50 ml olio extravergine di olive - 125 gr yogurt bianco cremoso - 60 gr. di nocciole tostate - 1/2 bustina di lievito per dolci - 1/2 cucchiaino di bicarbonato.

1. Scaldate il forno a 170 °C.
2. Sbattete le uova con lo zucchero, quindi aggiungete l'olio, lo yogurt e le nocciole tritate. Setacciate la farina con il lievito e il bicarbonato e aggiungetele al composto liquido.
3. Versate l'impasto nello stampo imburrato e infarinato. Cuocete in forno già caldo in modalità statica per ca. 30 minuti.
4. A cottura ultimata lasciatela raffreddare, poi spolveratela con lo zucchero a velo e decoratela a piacere con noci, cranberry o altra frutta secca.


Consiglio : potete usare le noci al posto delle nocciole e aggiungere un paio di cucchiai di cacao per rendere la torta ancora più golosa e profumata.

Buon lavoro e buon appetito!!!.







venerdì 5 giugno 2015

Concorso per food blogger, partecipo da non food blogger

Molte volte ho già scritto che non sono una food blogger, ma una vecchia ragazza che si è ritrovata a fare la mamma di due meravigliosi e spigolosi adolescenti. Naturalmente anche una moglie e "padrona indiscussa e quasi felice di casa mia", fatemi sognare e passatemi la parola indiscussa. Poi la realtà è un'altra cosa, come si sa. Ripeto due adolescenti, un gatto leggermente bipolare e un  marito #perennementeadieta  .
Comunque tornando al cibo. Settimana scorsa leggo su Twitter il tweet di un'associazione Master Food Show che ha indetto un concorso per food blogger. Mi candido, mandando una mail, dove naturalmente specifico che non sono un cool food blogger, ma che amo cucinare nella mia piccola cucina colorata. Amo impastare, preparare, inventare  e come disse Maryl Streep nel meraviglioso film Julie and Julia 

" Lo sai perché mi piace cucinare?"
"No, perché"?
"Perché dopo una giornata in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire n-i-e-n-t-e, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d'uovo, zucchero e latte l'impasto si addensa: è un tale conforto!"

Miracolosamente accettano la mia candidatura. Wow,  ora devo pensare ad una ricetta, mi dico, Una ricetta  particolare, attraente, colorata e con i prodotti dell' Emilia Romagna. Leggo, studio penso e decido di preparare un primo semplice ma che racchiude la tradizione , la genuinità di una terra confinante anche per gusti alla mia Toscana.

Maltagliati alle erbe aromatiche con ragù di coniglio. 
Pochi e semplici ingredienti. Poi si sa, le cose non vanno mai come una vorrebbe, soprattutto per quanto mi riguarda e soprattutto quando pianifico tutto nel migliore dei modi. Sabato scorso inizio a starnutire, il naso inizia ad assomigliare a quello dei clown. Domenica mattina mi alzo letteralmente distrutta, sofferente con una gola che si infiamma per nonnulla. Intanto l'associazione mi invia una mail per sollecitare la pubblicazione della mia ricetta. Lunedì la situazione non migliora, anzi, febbre, naso che cola, male alla testa. Il mio concorso lo vedo sfumare, come un buon bicchiere di Bonarda, che avrebbe dovuto bagnare il mio ragù di coniglio. Mi dispiace tantissimo. 

Poi martedì mi alzo e mi sento un pochino più umana. Una bella colazione sostanziosa e d'impulso prendo gli ingredienti e comincio a trafficare in cucina. Sembro una pazza. Capelli arruffati, occhi cerchiati e un pochino anche febbricitanti. Non importa mi dico, devo farcela. Taglio, sminuzzo, impasto, frullo, raccolgo e piano piano vedo la ricetta prendere forma. Un profumino invitante si sparge per casa. Inizio a fare qualche fotografia per documentare i passaggi della ricetta. Il sugo bolle nella pentola di coccio, i maltagliati riposano sul vassoio in attesa di essere cotti. Non mi sembra vero ci sono riuscita. A pranzo vengo inondata di complimenti dai miei peggiori critici, marito e figli, elogi e frasi "Mamma posso prenderne ancora?" .Soddisfatta, distrutta, sempre più febbricitante, mi siedo sul divano, poi mi sdraio e contenta cado beata tra le braccia di Morfeo. Ora toccherà alla sorte, alle persone, alla redazione e ai giudici decidere quale ricetta sarà premiata. Sarebbe bellissimo poter vincere, ma comunque vada sono Strasoddisfatta di me stessa. In bocca al lupo a me e alle altre serie food blogger.


p.s. se volete, potete mettere un like di conforto e amicizia alla mia ricetta, che troverete su questa  pagina Facebbok, Master Food Show. Grazie di cuore con il cuore.

P. 

Eccovi la ricetta. Ingredienti per 4 persone.

Per i maltagliati:

200 grammi di farina 00
2 uova
1 cucchiaino di spezie (rosmarino, salvia e timo)

Per il ragù:

300 gr polpa di coniglio tagliata a dadini
carota
sedano
cipolla
mezzo bicchiere di Bonarda
un cucchiaio di concentrato di pomodoro
250 ml di salsa di pomodoro (io uso la Mutti, buonissima)
sale qb
pepe qb
olio evo

Mettete la farina a fontana in una ciotola capiente, rompete le uova al centro e con una forchetta sbattetele leggermente. Iniziate ad incorporare la farina e cominciate ad impastare. Aggiungete il cucchiaio di spezie e continuate ad impastare. Quando avrete ottenuto un panetto morbido e liscio, mettetelo a riposare coperto da un canovaccio, per circa 30 minuti. Nel frattempo tagliate a piccoli dadini la carne di coniglio e sminuzzate le verdure per il soffritto. Mettete l'olio in una pentola (io uso quella di coccio, come usava nonna Vera) fate soffriggere le verdure, aggiungete la carne e lasciatela rosolare per qualche minuto.Insaporite la carne con il bicchiere di vino. Lasciate evaporare il vino e aggiungete il concentrato di pomodoro e la salsa di pomodoro. Il sale grosso e lasciate cuocere a fiamma bassa per un paio d'ore e anche di più. Riprendete il panetto di pasta dividetelo in quattro parti. Stendete la pasta con la sfogliatrice passandola prima dal numero due e poi dal numero cinque. Tagliate dei rombi e lasciateli riposare, infarinandoli leggermente. A cottura ultimata del ragù, cuocete i maltagliati in abbondante acqua salata per 3/4 minuti. Scolateli e conditeli con il ragù. Serviteli con tanto, fresco buono Parmigiano Reggiano. Buon appetito !!!

venerdì 29 maggio 2015

Mondeghili, speciali e col sapore di nostalgia.

Circa 300 grammi di carne trita, 50 grammi di mortadella, un uovo, 2 cucchiai di parmigiano reggiano o grana padano, pane grattugiato, un pezzettino di luganega (salsiccia milanese), sale qb, pepe qb e olio di semi..
Impastate il tutto, e quando otterrete un impasto morbido e liscio formate delle piccole palline con una forma leggermente allungata. Passatele nel pane grattugiato e friggetele nell'olio di semi.

Una semplice ricetta milanese, forse con qualche piccola variante, contro la nostalgia.Oggi avevo bisogno di trasportare la mia nostalgia in qualcosa di concreto. Questo secondo era il preferito di nonna Adele. Quando il sabato e la domenica andavo a casa sua, il risotto giallo e le polpette erano i miei pranzi o le mie cene. E impastando la carne trita, grattugiando il formaggio mi rivedo, bambina seduta a quel tavolo che guardo nonna mentre prepara i mondeghili  e ascolto rapita le sue storie di quando era ragazza e soprattutto degli anni della guerra. Storie che  mi pento di non averle subito scritte. Oggi sarebbero una meravigliosa e dolce lettura.

La nostalgia non avvisa, arriva, così all'improvviso. Mi avvolge e mi  trascina in altre storie, in altre epoche, in altri luoghi. Stati d'animo che lottano dentro di me. immagini , parole, e momenti passati che improvvisamente mi fanno scendere anche qualche lacrima. E come un domino di sensazioni ed emozioni, poi arrivano le domande, le scelte fatte e ... tanto altro.  E poi l'antidoto, le polpette. 

Eccole pronte da cuocere e gustare insieme alla mia famiglia, ai miei ragazzi che ogni giorno si plasmano lasciando intravedere quello che un giorno diventeranno. E i pensieri che impazziti affollano la mia testa e il mio cuore piano piano svaniscono. Fino alla prossima volta. 


Buon appetito !!!



lunedì 16 marzo 2015

Fagiolini, cipolla rossa e maltagliati.

Giorgione in arte Giorgio Barchiesi, il caratteristico ed unico cuoco di Giorgione orto e cucina, un personaggio davvero italiano, verace, terreno e nostrano come lo sono le sue ricette. Nulla di particolare, studiato, inventato o minimal. Ingredienti sani, della sua terra, della sua storia, ricette caserecce, tradizionali e laide, come dice sempre lui.
Ieri mi sono rivista alcune puntate, che vanno in onda sul canale Gambero Rosso, è mi sono divertita un sacco ad ascoltare le sue descrizioni, le sue modalità e le sue frasi oramai ,per chi ama Giorgione, sono diventate di uso comune. 
Una ricetta mi ha catturato e solleticato, e voglio prepararla.

Maltagliati con cornetti e cipolla rossa.

Ingredienti

Per il sughetto:
Cornetti freschi un mazzo
Cipolla rossa
Olio evo
Sale
Pepe

Per i maltagliati (per 4 persone)
200 grammi di farina di grano tenero
2 uova
1 pizzico di sale

Mondate i fagiolini e tagliateli a piccoli pezzi. Così anche la cipolla. Mettete sul fuoco un tegame con olio evo e una noce di burro. A freddo mettere anche i fagiolini e la cipolla. Quando cominciano a rosolare aggiungete il vino bianco , fate sfumare e mettete qualche mestolo di brodo di verdura. Nel frattempo prendete la farina e mettetela a fontana sulla spianatoia di legno. Fate un buco al centro e rompetevi le uova. Sbattete leggermente le uova e poi con delicatezza inserite poco alla volta la farina dentro le uova. Iniziate ad impastare e continuate per una decina di minuti. Fino a che la pasta non risulterà liscia ed elastica. Stirate il panetto con il mattarello in una sfoglia non troppo sottile. Tagliate delle strisce irregolari che andrete a cuocere nell'acqua bollente salata. Dopo cinque minuti scolate i maltagliati e versateli direttamente nel tegame dei fagiolini. Rigirate quel tanto che basta per amalgamare e riunire tutti gli ingredienti con i propri aromi. Servite e spolverarte con un'abbondante grattugiata di parmigiano reggiano.

Buon appetito.




venerdì 6 marzo 2015

Spaghetti con mozzarella e pomodoro, di nonna Vera.





C'è un primo piatto che cucino spesso e volentieri. Perchè è veloce, buono seppur nella sua banale semplicità e soprattutto è una ricetta che arriva dritta dritta da nonna Vera. Toscana verace , ottima cuoca e ideatrice di ricette che entrano nel cuore,  come il suo sugo di carne. La pasta e mozzarella è un primo conosciuto in tutta Italia e nel mondo, preparato in mille modi, preferibilmente con mozzarella fresca e pomodoro fresco. Solitamente lo si prepara in estate anche come pasta fredda. La mia variante è leggermente diversa. Lo cucinava nonna per farmi mangiare. Da piccolina non ero una grande mangiona e sia mamma che nonna cercavano di preparare cose che mi piacessero. Gli spaghetti in questione erano e sono tutt'ora tra le mie pietanze preferite. Potrei mangiarne in quantità imbarazzanti. Anche i miei due adolescenti l'adorano. Forse nel cucinarla trasmetto loro il mio grande amore per quella nonna che è stata parte importante della mia infanzia.
Come altre mie ricette la preparazione è veramente facile. L'importante è avere prodotti buoni e di prima qualità. Passata di pomodoro e mozzarella. Origano, pepe e spaghetti che sappiano trattenere alla perfezione il sugo e le sue qualità.

Spaghetti con mozzarella e pomodoro.

Ingredienti per 4 persone.

Una mozzarella di qualità
Passata di pomodoro
Origano q.b.
Sale q.b.
Pepe a piacere
Olio e.v.o.
Spaghetti di grano duro

Mettere in una padella antiaderente tutto a freddo un filo d'olio, una tazza di passata di pomodoro, il sale, il pepe e una spruzzata di origano. Far cuocere mentre bolle l'acqua per gli spaghetti. Mentre cuociono gli spaghetti  aggiungere la mozzarella, tagliata a dadini e fatta sgocciolare, nella padella del pomodoro. Rigirando spesso far sciogliere la mozzarella. A cottura ultimata degli spaghetti, io li amo al dente, versarli nella padella e lasciarli sul fuoco al minino per qualche minuto, sempre girando. Versare in un piatto e gustare.

Sono quei sapori che rimangono nel cuore, che suscitano emozioni particolari e soddisfano il palato, il gusto e la fame quasi magicamente.

giovedì 5 marzo 2015

Sponsor

Una comunicazione di servizio. Vorrei tanto poter trasformare questo mio piccolo semplice diario personale in un portale utile e particolare. Sono alla ricerca di uno sponsor che abbia voglia di mettersi in gioco e scommettere con me alla riuscita di questo piccolo mondo.Tante le sinergie che ne potrebbero nascere, come molte sarebbero le opportunità.So cosa state pensando, solitamente lo sponsor si avvicina ad un nuovo progetto quando quest'ultimo è consolidato e già delineato. Che dire io amo andare un pò contro la corrente e amo le sfide. E con questa mia richiesta ne potrebbe nascere qualcosa di unico, particolare e sicuramente in linea con le strategie dei vostri brand. Senza naturalmente stravolgerne la linea editoriale. Perchè questo blog è nato per raccontare le ricette, per condividere situazioni, stati d'animo, paure e ansie di una mamma qualunque . Le mie preparazioni sono tutte legate ad una storia, ad un momento particolare, ad un avvenimento e molte ai ricordi. Cosa c'è di più bello che  cucinare sapendo di portare avanti una tradizione? Per saperne di più e per una qualsiasi, spiegazione, un consiglio, un' idea o un progetto  mi potete scrivere alla seguente mail : oldani.paola1965@gmai.com

Vi aspetto.

"Ad un certo punto bisogna osare, rischiare e chiedere. Naturalmente se crediamo in quello che facciamo, in quello che pensiamo e soprattutto in ciò che sogniamo."

cit. 

martedì 3 marzo 2015

Dolcetti di mandorle alla pugliese.



Una ricetta semplicissima, leggera ma con un gusto che sa di sole, caldo e vacanze.  Era già qualche giorno che volevo preparare dei dolcetti con la pasta reale o pasta  di mandorle, che io adoro. Poi causa la mia devastante influenza ho dovuto aspettare. L'idea e soprattutto la voglia mi è venuta leggendo il libro di una nuova scrittrice (per me) che ho scoperto settimana scorsa nel mio peregrinare in internet. Simonetta Agnello Hornby una verace e tosta siciliana che tra gli altri libri, che naturalmente leggerò, ha scritto Il pranzo di Mosè . Sabato, mi sono portata avanti e ho comprato gli ingredienti. Ieri pomeriggio, in un momento di tranquillità ho deciso di prepararla. E' veramente molto semplice, alla portata di tutti, pochi ingredienti con un risultato sublime. Ne ho preparati una teglia e stamattina quando mi sono alzata il barattolo, dove li avevo messi, era quasi vuoto. 
Credo a questo punto che in casa aleggino presenze strane, perchè nessuno li ha mangiati. Ora mi spiego gli sguardi nel vuoto di gatto Tigro, non è pazzo, ma essendo un feline vede i fantasmi !!!
Torniamo a cose più o meno terrene. Leggo nella ricetta che bisogna usare la sac a poche.Essendo l'utensile di cucina preferito da Beatrice, dopo aver preparato l'impasto la chiamo per chiederle se vuole usarla. Apre la porta di camera sua un pò scocciata, poi quando le dico il motivo per cui l'ho chiamata si precipita giù in cucina. Mentre scende le scale esordisce con una sua abituale frase 

"Mamma c'è un problema". 
"Dimmi amore, che è successo." 
"Domani c'è la verifica di religione e non so quali pagine studiare."
"I tuoi compagni?"
"Si quelli, non mi risponde nessuno "
"Vuoi che chiedo alla mamma di Marta?"
e lei, "Si"
"Ok finisco qui e poi la chiamo" - il mio finire era una questione di minuti.
"Finisci qui? Ma io devo studiare. Vabbè - sbattendo la sac a poche sul ripiano - mi arrangio da sola.E cosa mi hai chiamato a fare se devo studiare?"
Detto questo si precipita su in camera sua, lo sbattere della porta e un incessante brontolio la fanno di sottofondo.

Adolescenza, ansie e ormoni oramai la fanno da padrone in questa casa. Mi concentro di nuovo sui miei dolcetti, li metto nella teglia e li lascio riposare. Nel frattempo conto  1,2,3,4,5,6,7,8,9 ... un bel respiro profondo e aspetto di poterli mangiare. E spero che anche la mia Signorina li assaggerà, così magari si addolcirà.

RICETTA DOLCETTI DI MANDORLE ALLA PUGLIESE

Ingredienti

200 gr. di mandorle macinate
150 gr di zucchero a velo
25 gr di miele
mezza buccia di arancia e di limone grattugiate
1 uovo intero - qb. albume

Preparazione

Amalgamare il tutto, aiutandosi con l'albume, ottenendo un impasto omogeneo e morbido. Ottenere una consistenza tale da mettere il tutto in una tasca da pasticciere  e strizzare la pasta in piccoli mucchietti su teglie da forno, ricoperte di carta da forno. Decorare, ponendo su ogni dolcetto: una mezza mandorla, o dei pinoli, o una nocciola, o una ciliegia candita oppure dello zucchero semolato. Lasciare riposare per 2-3 ore (anche tutta la notte) e successivamente cuocere a 220° per 15 minuti circa.




mercoledì 25 febbraio 2015

Ricette ... influenzate.





Da domenica pomeriggio sono in modalità distrutta, in compagnia della mia cozza Beatrice. Letto, libri,  film ,televisione, coccole,   the verde, riso in bianco, bresaola e fette biscottate. 
I due uomini di casa un pò infastiditi da questa situazione di virus che hanno preso il sopravvento, cercano di sopravvivere. Ogni tanto mi guardano e con occhi imploranti mi chiedono "stai meglio"?. E scusatemi ma con un pochino di sano e perfido egoismo rispondo "Non tanto ... ". Lunedì sera, dopo una pasta al tonno che sicuramente avrebbe offeso i veri tonni e una bistecca un tantino dura e insapore, ho deciso che, almeno e solo,  per il cibo ci avrei pensato io. Stoica donna e mamma che si alza dal suo letto di dolore per sfamare una parte, quella più debole, della sua famiglia. Niente di particolare o articolato, naturalmente, visto le condizioni ma vuoi per l'approccio veloce per poter tornare a letto, vuoi per la mia nuova asse di legno che adoro e da settimana scorsa è entrata a far parte della mia cucina ho preparato, così di getto, alcune ricettine veloci, semplici ma gustose. 

Spaghetti conditi con un sughetto di acciughe sciolte nell'olio e.v.o. , con buccia di limone grattugiata e briciole di pane raffermo. Veramente squisito e fresco e super veloce.
Oppure il petto di pollo lasciato marinare per un'ora con olio e.v.o., pepe, sale, noce moscata, erba cipollina e origano. E naturalmente una grattugiata di buccia di limone non trattato. Cotto poi in un filo d'olio. Delicato ma insaporito dalle spezie. Leggero e profumato. 
E per l'adolescente sempre più adolescente, irrequieto, innamorato e whatsappadipendente ho cucinato delle uova con bacon. Ho sbattuto le uova con varie spezie, sale e pepe. Ho cotto il bacon con un filo d'olio per renderlo croccante. Tolto il bacon, ho cotto le uova nella stessa padella , tipo strapazzate. Apprezzato e mangiato con grande gusto. Meno male !!!

A proposito di adolescenza, ma quando finirà? Vi prego aiutatemi. Fino ad ora non avevo veramente provato cosa volesse dire essere la mamma di un ragazzo, innamorato adolescente. E quando diventerò la mamma di una Beatrice innamorata adolescente? Oddio non ci voglio pensare, ritorno ad immergermi nei miei libri di cucina, d'amore, di storie di cucina e tanto altro.

Nel mezzo di queste vicende i miei giacinti sono fioriti. Che profumo di primavera aleggia in casa. Meraviglia.




domenica 22 febbraio 2015

Gnam , gnam ... Gnammo la prima.


Ieri sera per la prima volta si è aperta la porta del mio modesto home restaurant, A casina di Paola. Come vi raccontavo nel post precedente mi sono iscritta a Gnammo il nuovo, tutto italiano Social eating. 
Un portale dove puoi decidere di essere cuoco o ospite (Gnammers).  Io mi sono buttata a capofitto, come è nel mio carattere, è mi sono proposta come cuoca. Ho pubblicato un evento, quasi a richiesta, per un Carnevale molto easy e light. Stelle filanti, tavola spiritosa con bicchieri/barattoli e un menù toscano. Ho pensato che per la prima volta dovevo   andare sul sicuro, con piatti che preparo abitualmente o quasi.
Il menù era così composto:

Crostini toscani di fegatini di pollo 
Prosciutto crudo toscano con pane toscano insipido a fette. 
Crostoni di pane toscano con salsiccia 
Pasta al ragù di nonna Vera. 
Pollo alla cacciatora con contorno di purea di patate 
Zuppa inglese . 
Salame di cioccolato. 
Vino , naturalmente un Chianti 
Bibite per i ragazzi 
Acqua della Casa dell'Acqua
Caffè espresso o aromatizzato


E ... biscotti fatti in casa e brownie.

La recensione è stata buona, il cibo non da grande chef, neanche forse  da chef, ma con buoni risultati. Ho cercato di comprare prodotti buoni, sani e a chilometro zero. La serata è stata piacevole, in un soffio di vento è arrivata la mezzanotte. Fuori l'acqua e il vento la facevano da padrona, dentro la mia modesta Casina le parole, le risate e i profumi dei cibi  toscani  impedivano che il freddo e l'umidità entrassero a disturbare.
Il prossimo evento sarà l'otto marzo. Non per la festa della donna, che non ho mai festeggiato, ma per una buona causa, aiutare un progetto di Emergency. Se volete sapere come cliccate qui e se abitate nei dintorni sarete i benvenuti. Vi regalo un anticipo, un brunch e un mercatino di libri ... 

lunedì 9 febbraio 2015

Risotto giallo di nonna Adele.



Una cucina, cuore della casa. Un divano, un tavolo grande, il mobile con la televisione per seguire la loro squadra del cuore, l'Inter, o il ciclismo. Oppure il festival di Sanremo. Un lavandino, adesso che ci penso anche piccolo, per lucidare le meravigliose pentole di alluminio. E la cucina a gas. Per cucinare il risotto giallo, il mio preferito. Tanti anni sono passati dal profumo di quel risotto e dalla voglia che arrivasse il sabato e la domenica per stare con loro.

Molte sono le ricette che si trovano nel mondo web di questo tipico piatto milanese. Paesane, caserecce o gourmet. Se  la memoria non mi ha tradito, ma non credo visto l'amore sviscerale che avevo e ho tutt'ora per questo primo  di cui amavo e amo  il sapore e soprattutto il colore , vi racconto con parole che cercano aiuto nel cassetto dei ricordi la ricetta di nonna Adele.

El Risott giald o Risotto allo zafferano.

Olio e soprattutto tanto burro. Il midollo dell'ossobuco (a quei tempi il timore mucca pazza non era neanche lontanamente in agguato) e cipolla rossa.
Faceva  soffriggere il tutto. Buttava il riso , lo faceva  rosolare un cicinin e aggiungeva un bicchiere di vino bianco. Quando il vino era evaporato, nel frattempo mi raccontava storie della sua vita durante la guerra (e ora mi mangio rabbiosamente le mani per non aver scritto quelle storie, ma confidavo nella mia memoria ... ) copriva il riso con un buon brodo vero (lei lo faceva di carne) e lasciava cuocere per circa 20 minuti . A cottura ultimata, spegneva il fuoco e lasciava riposare il risotto. Aggiungeva qualche fiocco di burro e serviva caldo.
All'epoca io ci aggiungevo il formaggino Mio quello della Susanna e di fianco a me nonno Alfredo lo "annaffiava" con un buon bicchiere di vino rosso naturalmente un Barbera.

Oggi per cause dovute al progresso, ai gusti o alle migliaia di diete che ci tolgono il sonno,  lo cucino omettendo il midollo !!! Togliendo completamente il burro e aggiungendo a cottura quasi ultimata la ricotta fresca. Buona anche la versione 3.0, ma il sapore di QUEL risotto non ha eguali. Forse perchè lo mangiavo insieme ai miei nonni che in dialetto stretto litigavano, discutevano e si amavano a modo loro. E io spettatrice di un mondo che , allora, non sapevo, mi sarebbe mancato tantissimo.

A voi la scelta della ricetta.


giovedì 29 gennaio 2015

Cornetti e bacon, la mia salvezza di oggi !!!

Nevicherà? Io spero di sì, non una bufera come  quella annunciata su N.Y. ma qualche ora di fiocchi bianchi e candidi. Vedremo, sinceramente guardando il cielo direi che la neve è molto, molto lontana.

Nonostante io prepari sempre il menù per la settimana oggi  a causa di una pigrizia latente, di un raffreddore che mi rincorre e una voglia di fare che certamente non mi è vicina, sono in difficoltà. Cosa preparerò per pranzo ai due lupi famelici e pretenziosi che fra qualche ora faranno irruzione in casa?

Oggi erano previsti hamburger con tanto di pane adatto, bacon, cetrioli e salse varie ... ma troppo lavoro. 

Poi apro il frigorifero e vedo i cornetti che ho pulito ieri, vedo il bacon e tutto si illumina. Grazie preziosi ingredienti che siete venuti in soccorso di una povera, emaciata e stanca mamma. Farò i cornetti avvolti nel bacon. Semplici, veloci ma gustosi e sempre apprezzati. 

E come primo? Un'altra ricetta veloce. Una ricetta dall blog di Giulia  un'altra delle mie food blogger preferite. Pasta al tonno e prezzemolo. Una veloce, versatile e adattabile ricetta. In estate un ottimo e naturale condimento per la pasta fredda. D'inverno un sapore diverso che ricorda l'estate per un buon piatto di penne, naturalmente calde. La preparazione? Praticamente non esiste. Certo il tonno deve essere di ottima qualità e il prezzemolo non quello secco. Io sto usando ancora la scorta che mi ero fatta con il prezzemolo del mio orto cittadino !!! Ah la ricetta prevede la pasta integrale, che io adoro, ma ai due mostriciattoli non piace. Ergo pasta normale.

Oh che sollievo, problema pranzo risolto, ora mi posso rilassare e ...  ah già , rifare i letti, pulire i bagni , sistemare casa e tante altre cosebelle !!!



Cornetti e bacon.

Cornetti lavati e scottati in acqua calda salata.
Fette di Bacon
Olio extra vergine di oliva

Raggruppare i cornetti in piccoli mazzetti e avvolgerli in una fetta di bacon.

Preparare diversi mazzi e sistemarli in una pirofila . Aggiungere un filo d'olio (non molto perchè il bacon  rilascerà il suo grasso), sale e pepe. Infornare in forno statico a 180° per circa 20 minuti. Dipende poi dal forno, e dal vostro gusto se li volete più o meno croccanti.
Un contorno che accompagnato a fette di pane abbrustolito diventa anche un secondo diverso. Saporito ma nutriente.



Penne integrali  al tonno e prezzemolo.

Penne integrali. 
Tonno di qualità.
Prezzemolo tritato
Un filetto di acciuga
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe. q.b

Far sgocciolare il tonno e sminuzzarlo. Metterlo in una ciotola di ceramica (che possa contenere la pasta) aggiungere il prezzemolo e il filetto d'acciuga, fatto precedentemente sciogliere in un goccio d'olio.
A cottura ultimata  scolare le penne e metterle nella ciotola del tonno. Aggiungere l'olio extra vergine e mescolare bene la pasta. Servire. 

lunedì 19 gennaio 2015

La zucca colorata, buona e nutriente.


In casa di mamma Regina non avevo mai assaggiato la zucca. Non era una sua abitudine culinaria.. Dopo aver conosciuto Marco, con genitori mantovani, la zucca è entrata, per fortuna, nella mia vita.  Ma fino a qualche anno fa la mangiavo solo come ripieno dei meravigliosi tortelli di zucca che preparava mia suocera. Una goduria, un paradiso per il palato. Mi ricordo che quando andavamo a casa sua per mangiare  questi piccoli preziosi tesori con il cuore arancione c'era quasi una lotta all'ultimo sangue per chi finiva quei pochi rimasti nella zuppiera . Ravioli di zucca e salsa di pomodoro fatta da lei. E naturalmente un buon Bonarda, il vino preferito da mio suocero. Abbinamenti perfetti . Mi ricordo che aspettavo con ansia il periodo invernale per poterli mangiare. Bellissimi ricordi di pranzi luculliani e tante risate. 


Un altro ricordo legato a questa pianta è collegato alla mia infanzia. Quando trascorrevo le vacanze estive in Toscana, compravo dei semplici sacchettini trasparenti con all'interno tanti buonissimi semi salati. Ne facevo scorpacciate vergognose. La scusa era che a Milano non li vendevano.

Alla nascita delle due pesti ho cominciato ha comprare la zucca ornamentale per festeggiare ed addobbare la casa nel periodo di Halloween. 
Poi ho iniziato a sperimentare diverse ricette per sughi , risotti, contorni e anche naturalmente  torte.  L'ultima ricetta preparata credo valga la pena condividerla con voi. Un sugo sfizioso, gustoso  per una pastasciutta sostanziosa, saporita e colorata.

Mezzemaniche con zucca, pancetta e pecorino romano



Ingredienti



– 360 gr di Mezzamaniche
– 400 gr di zucca, pesata senza buccia (io solitamente utilizzo quella mantovana) 
– 150 gr di pancetta in cubetti
– 30 gr olio evo q.b.
- un bicchiere di vino bianco
– sale q.b.
– salvi fresca q.b.
– noce moscata a piacere

Private la zucca della buccia e la tagliate a cubetti piccoli. In una casseruola a bordi alti mettere l’olio e la zucca e far saltare per qualche minuto. Mettere il vino bianco e far evaporare. Aggiungere 1/2 bicchiere d’acqua, la noce moscata, un pizzico di sale e far cuocere per 10-15 min con coperchio a fiamma moderata. Mescolare periodicamente per evitare che la zucca si attacchi sul fondo. Non appena la zucca sarà ben cotta e morbida, la passiamo con il minipimer per dargli una consistenza più cremosa. Mettiamo da parte e facciamo cuocere la pasta per il tempo necessario. Nel frattempo a parte in un padellino facciamo saltare la pancetta con le foglie fresche di salvia, senza nè burro nè olio. La pancetta ha già una componente grassa che rilascerà in cottura.
Scoliamo la pasta e condiamo con la zucca, aggiungiamo la pancetta e in ultimo a piacere una spolverata di pecorino romano grattuggiato.

Per quanto mi riguarda, l'ammirazione che ho per questa pianta della famiglia delle Cucurbitaceae è dovuta, ancora prima del sapore, per  il colore che regala ai cibi che vengono preparati con il suo prezioso (anche nutrizionale) utilizzo.




martedì 7 gennaio 2014

Pollo alla cacciatora di nonna Vera.

Cercando di riprendere le misure di una quotidianità normale, dopo giorni di feste, vacanze e sane dormite, stamattina ho sistemato alcune cose e mettendo in ordine il mio angolino, con i suoi raccoglitori, le sue scatole, i libri, i ritagli di giornali, ricette, progetti ecc ... ho ritrovato un libro che ho "rubato" dalla casa di mia nonna Vera, la mia nonna toscana. 
Nonna Vera, in realtà Antonietta, sposata con nonno Giangio, Angiolino. Lei una verace, dura, brontolona ma con il cuore d'oro,  donna toscana, lui un piccolo fornaio, che ahimè non ricordo, essendo mancato quando io avevo appena compiuto tre anni. 
 Donna semplice, diretta bravissima sarta  e grandissima cuoca. Oltre al sugo di carne che è stato apprezzato tantissimo su questo blog, aveva anche un'altro cavallo di battaglia. Soprattutto per invogliarmi a mangiare, dato che il mio rapporto con il cibo è sempre stato (purtroppo non più ... ) abbastanza difficile. Mangiavo pochissimo, ero spaventosamente magra. E lei per farmi mangiare, perchè non accettava che rifiutassi il cibo,  cercava sempre di prepararmi piatti che mi piacessero. Sto parlando del semplice, magari un pò vintage  e con molteplici varianti  Pollo alla cacciatora.
Nel suo libro che questa mattina ho ritrovato c'era un foglietto, sbiadito, stropicciato e chissà per quale motivo scritto da lei, perchè non ho ricordi di mia nonna che per cucinare seguiva una ricetta. Cucinava tutto ad occhio, sensazione ed esperienza. Forse aveva scritto la ricetta per mia madre, che nonostante le sue origine toscane, come cuoca non ha mai eccelso, a parte per alcune basilari ricette. Però ora si sta rifacendo. I miei figli quando vanno a mangiare da lei e come se entrassero nel miglior ristorante del mondo!!!  
Tornando al Pollo alla cacciatora, anche qui come il sugo di carne, esistono diversi modi per cucinarlo. Questo è il suo e il mio.

Pollo alla cacciatora di nonna Vera.

Nella sua piccola cucina,  il rumore dominante era la mezza luna che con un'energia da fare invidia ai più sofisticati robot da cucina, tritava carote, sedano e cipolla. Fatto il "battutto", lo faceva soffriggere in una pentola con olio extra vergine d'oliva, naturalmente toscano. Quando la cipolla cominciava ad imbiondire, non le ho mai visto bruciare una cipolla in tutti i mesi, gli anni passati nella sua cucina ... metteva a soffriggere le cosce di pollo, passate prima sul fuoco e poi lavate. Dopo qualche minuto versava del vino rosso, sempre di Chianti parliamo, e che altro???
Quando il vino era evaporato buttava la salsa di pomodoro, da lei preparata, aggiungeva sale grosso e copriva la pentola, lasciando cuocere per circa un'ora. Risultato di questa semplicissima ricetta un pollo, morbido, saporito e pronto per essere divorato (almeno era questa la sua speranza) da me ... . Un piatto veloce (anche se la cottura lenta e lunga aiutava a far assorbire al pollo il profumo delle verdure) per noi mamme moderne e sempre in mille faccende affaccendate. 

Quando la guardavo cucinare la sensazione che ancora mi ricordo era quella di una donna nata per preparare pietanze succulente, buone, divine. Qualsiasi cosa preparasse era una goduria, una festa per il palato. Le nonne ...  quasi sempre custodi di ricordi indelebili, importanti e necessari per crescere. 

Buon appetito.

lunedì 9 dicembre 2013

Fichi al cioccolato.

Buongiorno amiche e amici, questa mattina primo esperimento culinario per il Pranzo di Natale. Certo non farò di tutte le pietanze la prova, ma alcuni  dolci ed altre piccole cose, voglio farle prima  assaggiare ai miei personali  critici, puntigliosi e dal palato fine (?) .
Come vi dicevo questa mattina tra una ghirlanda da finire, casa da sistemare, abiti da stirare e tanto tanto altro, ho preparato i fichi ripieni di mandorle e intinti nel cioccolato. Ora detto così sembra di una difficoltà spaventosa, ma gli ho preparati in un batter d'ali.
Eccoli nella loro splendente semplicità e ipercalorica bontà: 


I fichi mandorle e cioccolato.

Ho comprato i fichi al supermercato, le mandorle già sgusciate e il cioccolato fondente.
Ho inciso i fichi nel senso della lunghezza e ho inserito all'interno una o più mandorle in base alla grandezza, li ho poi ripiegati su se stessi per "chiuderli". Nel frattempo ho fatto sciogliere del cioccolato fondente, con un cucchiaio di farina. Ho immerso per metà i fichi nella salsa di cioccolato. Gli ho messi sulla gratella da pasticciere con carta da forno a raffreddare e far solidificare il cioccolato e ...dopo circa un'ora ... pronti da mangiare. Assaggiati da Edoardo, recensione molto positiva. Probabilmente non ho rispettato le linee guida di pasticceri o regole di pasticceria. Non ho misurato la temperatura del cioccolato. Non ho seguito nessuna ricetta, solo un ricordo e un desiderio.
Il ricordo è dell'ultimo mio viaggio in Puglia, vedete Viaggi, di un tipico ristorante di Ostuni, un ristoratore e una cuoca simpatici, affabili, gentili .... come solo i pugliesi sanno essere, un barattolo di vetro con all'interno fichi (naturalmente non comprati al supermercato, ma raccolti dalle loro piante !!!) ripieni di mandorle. Il desiderio di mio marito, che ne ha mangiati una quantità che mi vergogno a ripetere. Io ho aggiunto il cioccolato per soddisfare il delicato e adolescente palato di Edoardo. Ed ecco i miei fichi della nostalgia.
Ho pensato di prepararli per il giorno di Natale  per dessert pre o post caffè. E anche di metterne tre o quattro in un  sacchettino, magari di tessuto  vichy bianco e rosso e donarli o metterli ... dove?
Più avanti vi dirò dove e come, quando vi racconterò e vi farò vedere come voglio addobbare la tavola. Semplice, easy e naturalmente chic ...

lunedì 21 ottobre 2013

Finalmente ...

Eccomi, finalmente seduta dopo una giornata campale, l'inizio di una settimana un pò difficile, mille cose da fare ... un esame che mi preoccupa.
Ieri vi avevo fatto una promessa e nonostante le mille difficoltà sono riuscita a mantenerla. Se guardate la home del mio blog vi accorgerete che c'è una nuova pagina dal titolo ancora non definitivo " E nella mia testa, succede che ... ". All'interno troverete una storia, una mia storia, con i personaggi che la mia testa crea, coccola, li fa vivere la mattina presto, quando mi svegliano ... E' una storia romantica, surreale o reale, di una donna che potrebbe essere chiunque ... un racconto che ho voluto regalarvi care amiche mie (stasera gli amici mi sa non mi leggeranno ... ). Mi raccomando quando e se la leggerete perdonatemi gli errori di ortografia, di sintassi, di punteggiatura, di scrittura ... sono parole che ho dovuto far uscire ... di solito questi racconti li scrivo su quaderni, blocchi ... ora voglio condividerli con voi e sono anche un pò emozionata, è la prima volta che li divido con qualcuno.
In questa pagina cercherò di inserire racconti, magari aggiungendo anche pagine di libri che mi hanno colpito o testi di canzoni che amo ... sarà una pagina sempre in work in progress, sempre attiva, sempre carica di emozioni, sogni, desideri ...
Beh che aggiungere buona lettura e se volete fatemi sapere ...

Un'ultima cosa, oggi l'Adolescente non stava bene, aiutoooo, un uomo malato ... avete idea??? Allora da brava mamma, casalinga, domestica ... ;-) ... gli ho preparato una torta  che lui adora, leggera, veloce, buona ... Ecco la ricetta:


Torta di Zucca


300 gr di zucca cotta al vapore

200 gr di farina
120 gr di zucchero di canna
1 uovo
1 bustina di lievito per dolci
1 goccio d'olio
qualche goccia di vaniglia
zucchero a velo q.b.

Cuocete la zucca a vapore, poi frullatela,

Impastate tutti gli ingredienti, e alla fine aggiungete la zucca.
Infornate nel forno già caldo a 200° per c.a. 30 minuti.
Toglietela dal forno e quando è raffreddata spolveratela con  lo zucchero a velo.

Ottima per merenda e per colazione.

A presto.


giovedì 26 settembre 2013

Il ragù Toscano ... di nonna Vera

Buongiorno, ieri nel mio ultimo post vi ho accennato al sugo di carne preparato e cucinato alla Toscana, oggi voglio darvi la ricetta. Immagino che ogni donna italiana, chi più o chi meno, con infinite varianti di ingredienti e metodi di cottura, sappia cucinare il sugo o ragù. Ma questo per me è il migliore, ribadisco per me, perchè era quello di Nonna Vera (la mamma di mia mamma, una forte e verace donna Toscana ...) che lo preparava la domenica mattina, una tradizione che mia mamma ha continuato, e ci sto provando anche io ... almeno nelle fredde, nebbiose, grigie domeniche d'inverno ...milanesi.
Edoardo, il mio lungo lungo cozzetto ... adora questo tipo di condimento, tagliatelle fatte in casa  e ragù di carne, un binomio sublime ... e se poi facciamo la "scarpetta" con  del  pane insipido Toscano ... non ci sono parole ...per descrivere la delizia ...

Dicesi "scarpetta" il ripulire con meticolosa precisione il piatto ... 

Ecco la ricetta e Bon appetit!!!

RAGU' di NONNA VERA.

La Domenica mattina, rigorosamente la domenica mattina, prendete una pentola di terracotta, possibilmente Toscana, mettete  un filo d'olio extra vergine di oliva, e rosolate il battuto prima preparato. Il battuto consiste nel tagliare a piccoli pezzi carote, sedano e cipolla. Dopo che il battuto ha preso colore, senza far bruciare la cipolla, metttete la carne trita, fate rosolare bene bene bene , poi versate nella pentola un bel bicchiere di vino rosso, magari un vivace Chianti delle Colline Senesi.
Dopo aver fatto evaporare completamente il vino, salate con del sale grosso (mi raccomando poco), aggiungete del coniglio (solitamente una coscia), del pollo (idem come il coniglio), un puntina di maiale, o costoletta di maiale o come la volete chiamare voi, ed  insieme alla carne aggiunta mettete nella pentola del passato di pomodoro e un bicchiere di acqua tiepida con sciolto dentro metà tubetto di concentrato di pomodoro. Coprite con il coperchio e fate bollire per 3/4 ore ...  ricordo che  Nonna Vera diceva sempre che i due  segreti per un ragù "bono bono" stavano nella qualità  della carne e  nella lunga bollitura ... Vi assicuro che è spettacolare, certo quando e se deciderete di cucinarlo, dimenticatevi la dieta, machisseneimporta ...
Non ho ingredienti precisi, perchè oramai lo faccio ad occhi chiusi,  di solito per 300 gr di carne trita uso un barattolo di pelati ... poi va a gusti, dipende se piace forte alla Toscana ...o un pochino più leggero alla Milanese ...
Senza nulla togliere agli altri tipi di ragù, anzi ... vi consiglio almeno una volta di provarlo ...
Fatemi sapere.