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giovedì 29 ottobre 2015

Ancora una volta nonna Vera, e un ebook.

Qualche mese fa, trovo un concorso indetto da Vetrina Toscana, (un portale che celebra le eccellenze toscane), dal nome Storie di piatti. Già il nome del concorso attrae subito la mia attenzione, poi il fatto che dovessi raccontare una storia legata a una ricetta toscana hanno portato le mie mani a digitare sui tasti del pc per iscrivermi.
Scrivere una ricetta della tradizione toscana, che se selezionata verrà inserita in un ebook. E come non potevo non raccontare della mia oramai , in questo blog, famosa nonna Vera? La nonna del ragù toscano .
Apro il cassetto dei ricordi e il vecchio ricettario con le ricette di nonna. E subito l'occhio cade sulla ricetta della Schiacciata un dolce tipico toscano, che viene preparato per Pasqua.
Leggo gli ingredienti e subito il cuore torna a tanti anni fa, quando nella piccola cucina di Casole d'Elsa i profumi avvolgevano ogni cosa. E le parole escono e danno vita ad un brevissimo ricordo.
Pubblico e aspetto. Passano i mesi e quasi mi dimentico di quel piccolo concorso, poi un giorno suona il cellulare e la gentilissima signorina mi dice che la mia è tra le storie premiate. Wow. 
Niente fuochi d'artificio, niente fama, niente interviste ma una piccola soddisfazione che ancora una volta mi ha fatto capire la fortuna che ho avuto, e che ancora ho nel mio cuore , di aver avuto una nonna così. Magari burbera, poco incline alle coccole ma sempre presente e maestra di tante cose bellissime.

Nonna Vera con Nonno Angelo
Se volete leggere la mia storia, se volete tante buone ricette di una delle più belle Regioni Italiane, potete cliccare su questo link,  dove troverete l'ebook disponibile in varie versioni e assolutamente gratuito.




giovedì 5 marzo 2015

Sponsor

Una comunicazione di servizio. Vorrei tanto poter trasformare questo mio piccolo semplice diario personale in un portale utile e particolare. Sono alla ricerca di uno sponsor che abbia voglia di mettersi in gioco e scommettere con me alla riuscita di questo piccolo mondo.Tante le sinergie che ne potrebbero nascere, come molte sarebbero le opportunità.So cosa state pensando, solitamente lo sponsor si avvicina ad un nuovo progetto quando quest'ultimo è consolidato e già delineato. Che dire io amo andare un pò contro la corrente e amo le sfide. E con questa mia richiesta ne potrebbe nascere qualcosa di unico, particolare e sicuramente in linea con le strategie dei vostri brand. Senza naturalmente stravolgerne la linea editoriale. Perchè questo blog è nato per raccontare le ricette, per condividere situazioni, stati d'animo, paure e ansie di una mamma qualunque . Le mie preparazioni sono tutte legate ad una storia, ad un momento particolare, ad un avvenimento e molte ai ricordi. Cosa c'è di più bello che  cucinare sapendo di portare avanti una tradizione? Per saperne di più e per una qualsiasi, spiegazione, un consiglio, un' idea o un progetto  mi potete scrivere alla seguente mail : oldani.paola1965@gmai.com

Vi aspetto.

"Ad un certo punto bisogna osare, rischiare e chiedere. Naturalmente se crediamo in quello che facciamo, in quello che pensiamo e soprattutto in ciò che sogniamo."

cit. 

sabato 1 novembre 2014

La brina o èl giass ...

Ricordi di decenni fa. 
Nel giorno dei Santi, il 2 novembre era usanza almeno nella mia famiglia cucinare la Cassoeula un piatto tipico lombardo che solitamente veniva preparata il 7 dicembre, giorno di Sant'Ambrogio, il patrono di Milano. Il nome deriva probabilmente dal cucchiaio con cui si mescola (casseou) o dalla pentola in cui si prepara (casseruola). Esiste un'altra spiegazione per il nome: è piuttosto noto che, per tradizione, il piatto venisse preparato dagli operai dei cantieri edili una volta che l'edificio fosse giunto al tetto ed il nome derivi dall'attrezzo utilizzato per mescolarla durante la cottura, per l'appunto la "cazzuola". La leggenda vuole invece che la cassoeula nasca da un soldato spagnolo che invaghitosi di una giovane donna milanese, cuoca di una famiglia nobile, le abbia insegnato la ricetta e che in seguito la giovane abbia proposto con successo il piatto ai suoi datori di lavoro.
In quei tempi lontani, mi ricordo che mia madre quando andava nel negozio di frutta e verdura (all'epoca non esistevano ancora i grandi centri commerciali ... che bello!!!)
e la verza (uno degli ingredienti del piatto)  che acquistava doveva essere stata raccolta con sopra la brina, ovvero in dialetto milanese el giass per essere gustata fragrante e saporita. Parliamo degli anni settanta, quando il buco dell'ozono, lo smog, le polveri sottili non avevano ancora rovinato il nostro bel pianeta. Le stagioni erano la  primavera con le rondini, il sole tiepido, l'erba che  spuntava nei prati, i fiori . Poi arrivava prepotente l'estate con il caldo, le lucciole, le zanzare. E l'autunno con i suoi meravigliosi colori caldi, arancione, bruno, giallo e le prime brinate e le misteriose nebbie.
Infine i  primi freddi che ci portavano diritti dentro l'inverno freddo, nevoso che imbiancava tutto. 
Domani per la prima volta in vita mia cucinerò la cassoeula. Ho trovato una ricetta che scremerò e rivedrò senza alcuni ingredienti per accontentare i miei due adolescenti super ormonati. Nel mio piatto non ci saranno piedini, orecchie e cotenne di maiale. Mi ricordo mio padre, da buon milanese, quando mia zia la preparava per tutti divorava, letteralmente, queste parti del maiale. La mia sarà una cassoeula lombarda con forti  influenze toscane. Oltre alla cassoeula preparerò un buon piatto di pasta con la zucca, un ingrediente che adoro sia per il sapore che il colore. Prossimamente vi parlerò anche di lei.
Anche quest'anno il giorno di Halloween è passato. Quattro ragazzine chiuse in bagno per truccarsi, vestirsi e pettinarsi , ed un lungo e magro adolescente felice di andare ad una festa e dormire in un sacco a pelo insieme ad altri 30 adolescenti . Ora il dopo Halloween è il seguente, in diretta: Beatrice che si toglie lo smalto nero e si sistema le unghie. Edoardo che appena arrivato a casa e toccato i soffici cuscini del suo divano preferito è precipitato tra le morbide braccia di morfeo. Buona notte.

mercoledì 6 novembre 2013

Fred e Lorraine.

Care amiche oggi voglio farvi commuovere. Vi racconto una storia vera che mi ha colpito tantissimo e che ho letto su TuStyle news. Una storia d'amore fuori dal tempo, rara, unica e commovente. Fred e Lorraine dell'Illinois si incontrano nel lontanissimo 1938, lei serviva le bibite in un drive in, lui appena la vede pensa che sia la più bella ragazza che abbia mai visto e se ne innamora subito. Nel 1940 si sposano, hanno  tre figli e quattro nipoti, e se nell'aprile dell'anno scorso Lorraine non fosse venuta a mancare, a giugno di quest'anno avrebbero festeggiato il 73esimo anniversario di matrimonio. Dopo la morte di Lorraine, Fred scrive una canzone, così di getto con il cuore colmo di dolore e tanta nostalgia di lei. La canzone si intitolata "Oh Sweet Lorraine". Fred decide  di spedire questa canzone ad uno studio di registrazione della sua città che sta facendo un concorso per nuovi cantautori. Il produttore del concorso si intenerisce quando si vede arrivare una busta gialla (non un cd o una registrazione) con all'interno una lettera scritta a mano che inizia così "Ho 96 anni e ho scritto una canzone per ricordare mia moglie. P.S. non canto perchè potrei spaventare la gente..." Ne è nata una struggente ballata vagamente country. Risultato: più di tre milioni di visualizzazioni su YouTube, moltiplicate dall'uscita del singolo su iTunes (dove è stato a lungo nella top ten a fianco di Katy Perry, Lady Gaga ed Eminem) ...Fino a qui mi sono limitata a descrivere quello che è successo, i fatti, le date . Per  le emozioni, la tenerezza, la nostalgia, la commozione e le lacrime vi  lascio alla visione di questo filmato ... guardatelo, prendetevi 10 minuti e ascoltate, ne vale veramente la pena ... una favola ... un Principe Azzurro ... e un pensiero ... beati loro. Buona visione. 





lunedì 28 ottobre 2013

Tigro e Halloween ...

Vi piace il mio nuovo layout?, lo sfondo? dedicato ad Halloween , nonostante molti non amino questa festa, a me piace, da sempre, anche quando qui in Italia, o meglio in Lombardia non sapevano neanche che esistesse ... ma  in Toscana quando andavo a trovare nonna Vera per i Morti, già da piccola preparavo le zucche intagliate con una mia cugina ... e la sera le mettevamo sulle scale esterne della casa di mia nonna ... con una candela all'interno, per proteggerci  in quella notte di streghe ... erano soprattutto le streghe che arrivavano, che spaventavano ... poi con il progresso e con L'America sono arrivati anche gli zombie, i vampiri  ... ecc ... Ma il mio Halloween era fatto di streghe, dal naso lungo e bitorzoluto, bruttissime, con un cappello a punta di feltro nero, e vestiti stracciati, volavano sopra scope vecchie e  minacciose ...  E alla sera quando tutte le zucche luccicavano nel buio, fuori dalle porte, sui gradini delle case o sulle finestre era veramente uno spettacolo paurosoooo ... e noi bambine /i aspettavamo con ansia le storie che ci venivano raccontate ... Bellissimi ricordi.
Giovedì prossimo 31 ottobre verso le  17  arriveranno anche qui , spose vampire, streghe, zombie, fantasmi e Jack-ò-lantern veglierà su di loro ... forse ... Seguitemi e  ne saprete di più ... 

giovedì 24 ottobre 2013

Parole ...

E quando  il cervello si svuota, le parole svaniscono, la mente è piatta ... cosa bisogna fare? Settimana di stanchezza fisica  e  mentale ... ma vuoi vedere che ho il blocco dello scrittore???  E visto che anche una sola lettrice  che ti apprezza e ti segue  fa di me uno scrittore, anzi una scrittrice ... potrebbe essere!!! Mi capita a volte, quando scrivo tanto, quando racconto tanto, ad un certo punto tutto si svuota ... e allora cosa faccio per superare questo status che devo dire odio? Inizio a scrivere magari senza  un filo logico, senza  un senso, ma parole, parole e parole ... e magicamente alla fine tutto ritorna, la mia testolina inizia di nuovo  a riempirsi id idee, dialoghi, personaggi, mezze storie, frasi e ecco di nuovo il vulcano in eruzione che solitamente è. Vi scrivo questo perchè a volte capiteranno dei giorni dove non troverete nulla sul mio blog, perdonatemi e vogliatemi bene lo stesso ... sono i miei buchi neri.
Ecco le parole messe insieme oggi ... per uscire dal mio buco nero ... pensieri.
Oggi in macchina mentre rientravo, ragionavo su alcuni impercettibili cambiamenti che sto notando intorno a me ... leggendo i libri, i giornali, parlando o ascoltando le persone, osservando la gente ... cosa che mi piace molto ... ho notato che c'è una certa nostalgia della famiglia. Si della famiglia di una volta ... oggi, e si stanno moltiplicando, ci sono  le famiglie allargate, in Italia i divorzi, soprattutto al nord, sono in aumento, la tendenza è quella di uno, massimo due figli ... naturalmente per molteplici, validissimi motivi ... dobbiamo tutti correre oltre la velocità della luce, faremmo invidia a Superman, infatti miriamo tutti a diventare delle supermamme e superpapà e naturalmente vogliamo dei superfigli ... Ma, c'è un ma ... se queste sono le tendenze, i mood del nostro super tecnologico presente, del nostro moderno quotidiano ... perchè sempre più spesso si parla, si fa riferimento, si scrive,  si ascolta musica di decenni fa? 
Un esempio  il meraviglioso libro della mia amica Catena Fiorello, con Dacci oggi il nostro pane quotidiano, dove ci racconta con la sua dolcezza e schiettezza la vita della sua famiglia, di suo padre, di sua madre ... delle difficoltà per portare in tavola cibo che fosse degno del nome ...
Oppure l'ultima fatica di Fabio Volo, la storia di due fratelli che dopo anni si riscoprono ... oppure storie di nipoti che grazie a testamenti emotivi delle nonne ritrovano loro stesse ... oppure sentire una famosa dj che mentre trasmette lavora a maglia ... come facevano forse la mamma o la nonna ...  oppure la grande attenzione sul cibo ... decine di trasmissioni, riviste, libri ...  il cibo uno degli ingredienti che fanno da collante per riunire le famiglie ... oppure l' Adolescente che adora i Beatles ...
Io stessa, vuoi per l'età che avanza ... ahahah ... vuoi per la nostalgia di quei tempi, anche su questo blog, ho parlato e parlerò ancora della mia infanzia, delle mie nonne ... e poi il grande ritorno dei vestiti vintage, sono nati come funghi negozi, store, catene, che vendono abiti degli anni 50,60,70 ...
Allora, nonostante questo momento che sfugge, che, se non hai 27 cellulari, 15 ipad, 20 iphone, 32 televisioni, una macchina che è praticamente un robot con le ruote ... sei uno " sfigato " ...  alla fine ci mancano le grandi famiglie rumorose, che si riunivano intorno ad un semplice piatto di polenta con il sugo di carne, ed erano felici di stare insieme ... che la famiglia, gli amici erano le priorità, che in cortile si giocava a pallone, si ballava,  si faceva pallavolo, basket (ai tempi pallacanestro), si imparava a cavarsela nella vita litigando anche con qualche calcio e pugno, senza che intervenisse un genitore furibondo che pronto con il suo iphone chiamava un'avvocato ... si stringevano legami che magari duravano una vita ... ci si sporcava e senza i vaccini anti influenzali gli anticorpi erano grandi come montagne ... che per chiamarsi si usava la voce ... che per innamorarsi si usavano le lettere, le parole ... che ... tante altre cose delle quali, io personalmente ho molta nostalgia ... Delle volte guardo i miei figli e non invidio questo loro mondo virtuale con il quale sono nati,  amicizie che magari nascono da un social ... Quando, raramente, mi capita di andare nei terribili centri commerciali e vedo questi ragazzi/e che tirano sera seduti su di una finta panchina, vicino ad una finta fontana ... con il loro ultimo smartphone sempre a portata di mano ... mi pervade una grande tristezza perchè, e non per colpa loro, non conosceranno mai cosa vuol dire crescere liberi in un cortile, in una strada di quartiere ... giocare e giocare fino allo sfinimento e ricevere una lettera profumata dove all'interno una grafia incerta ti dice quanto ti vuole bene ... 
Nostalgia di tante cose, persone, situazioni ... ma sarà veramente l'eta che sta avanzando troppo in fretta??? Non lo so, l'unica certezza che ho è quella di avere tante cose da dire, da scrivere, da raccontare grazie a come ero a come eravamo prima ... ora è tutta un'altra storia. E non offendetevi bellissimi  e meravigliose Adolescenti  ... questo è il vostro momento ... solo un piccolo consiglio ... ogni tanto ascoltate questi racconti polverosi dei vostri nonni o dei vostri genitori ... vi assicuro che potrebbero anche piacervi ...
Buona serata.

domenica 13 ottobre 2013

Adriano Olivetti ... un Vero Imprenditore

Curiosando tra vari giornali, durante la mia personale rassegna stampa mattutina, sfogliando Sette, l'inserto del Corriere della Sera, trovo un'articolo di Antonio D'Orrico su un uomo che tutti conoscono, ma sanno veramente molto poco sulla sua vita, io compresa: Adriano Olivetti un Imprenditore, con la I assolutamente maiuscola ... che costruì il primo computer al mondo e fu il padre di un' opera d'arte la Lettera 22.
Un uomo straordinario, con una breve vita fatta di passioni, lotte, sogni.
Un uomo dal marketing rivoluzionario. Quando decise di produrre una macchina da scrivere portatile fece fare dai suoi collaboratori delle ricerche di mercato, per capire come i consumatori avrebbero voluto questa macchina ... i risultati della ricerca evidenziarono che la macchina doveva essere costruita con un carattere solido, doveva essere robusta ... e lui fece esattamente il contrario, contro tutti decise di far costruire la prima macchina portatile leggera, colorata, aerodinamica ... e naturalmente ci vide giusto ... nacque la mitica Lettera 22.
Fu un grande successo , la produttività aumentò del 500 % e le esportazioni del 1300 %.
La Lettera 22 una macchina da scrivere che è rimasta nell'immaginario collettivo ... la famosa immagine di Indro Montanelli che scrive un articolo seduto per terra e  sulle ginocchia la Lettera 22.
Una macchina che venne esposta al museo di arte moderna a New York.
Adriano Olivetti non aveva a cuore solo la produttività della sua Azienda ma anche e soprattutto il benessere dei suoi dipendenti ... si preoccupò che i suoi collaboratori avessero a disposizione asili nido, scuole elementari, ambulatori medici, palestre, biblioteca ... cinema ... Quanti imprenditori di oggi potrebbero prendere esempio da lui ... almeno un pochino ... la fabbrica di Ivrea fu costruita  con ampie vetrate per permettere alla luce del sole di entrare ...Il Signor Olivetti lavorava, studiava, progettava per una vera vita a misura d'uomo.
Fu un uomo che dovette combattere con invidie, maldicenze ... ebbe addirittura una spia della Cia che gli stava alle costole a causa del suo progetto legato alla costruzione del primo computer ... la Cia non voleva concorrenti in quel nuovo settore così strategico e sensibile ... Ho letto nell'articolo, che dopo pochi mesi dalla sua morte, morì anche lo scienziato a capo del progetto per la costruzione del computer, morì in un incidente stradale ... un pò misterioso ...
Olivetti, come tutti gli uomini che vivono intensamente con passione e d'istinto fu attratto da molte donne ... ma amò tantissimo Paola Levi, donna bellissima, colta, indipendente che lo avvicinò alla letteratura e all'arte ...
La storia di quest'uomo mi ha intrigato moltissimo, mi ha fatto sentire orgogliosa di essere Italiana (ed ultimamente capita di rado ... soprattutto se parliamo del mondo del lavoro ... ahimè ...) ... poi mi ha ricordato un'altro imprenditore  ... milanese, buono e  precursore dei tempi ... mio nonno.
Il 28 e 29 ottobre andrà in onda su Rai Uno un film in due parti che racconterà la vita di questo meraviglioso Imprenditore, un uomo al servizio degli altri. 
Buona domenica a tutti.




venerdì 11 ottobre 2013

Once upon a time ...

Sono convinta di una cosa ... ora più che mai ... le passioni, i ricordi a volte rimangono sopiti, nascosti in un angolo della nostra mente e del nostro cuore ... magari per anni ... Mi immagino un piccolissimo secretaire con tanti minuscoli cassetti, alcuni riempiti di sogni e chiusi a chiave, altri con ricordi dolorosi, altri con momenti dell'infanzia, dell'adolescenza  ... ed altri con passioni, memorie, storie e ... capita, a volte,  che questi ultimi cassetti  non vengano  totalmente chiusi , ma rimangano aperti, un leggero  spiraglio di luce  ... e un giorno così per caso ...  succede qualcosa ...  la lettura di un libro, la visita ad una Casa molto speciale, tua figlia che ama la musica ed  il pianoforte ... l'incontro con persone uniche e  all'improvviso quei piccoli cassetti si riaprono e tutto viene fuori, straripa e ...  ti invade ...
 ... il destino? il Fato? una coincidenza? o semplicemente il  cuore? ... Insomma tutto ciò e sicuramente molto altro han fatto sì che un giorno mio marito, il mio fornitore  ufficiale di libri, ... mi portò a casa Parlo d'amor con me ... lo lessi quasi con febbrile premura e poi scrissi a Paola l' autrice ... e poi la presentazione del libro a Casa Verdi ... la Signora Lina ... (vedi post "Un pomeriggio nella" Casa di Verdi ") ed il mio piccolo cassetto,  FINALMENTE  si riaprì,  si spalancò ... quasi uscì  dai suoi binari  e quella giovane meravigliosa passione e  curiosità per il magico mondo dell'Opera Verdiana, e non solo, tornò a far parte della mia vita, di nuovo o forse  seriamente per la prima vera volta con bellissimi e meravigliosi ricordi ...
Una zia, la Zia Ornella,  sorella di mio padre, amante dell' Opera, che mi parlava di Otello, mi raccontava la drammatica storia di Violetta, mia nonna che canticchiava sempre " Amami Alfredo" (post " Le Violette") mio nonno, suo marito, si chiamava Alfredo ...io che  leggevo  il Corriere della Sera ogni mattina dell' 8 dicembre ...  per sapere come era andata la sera prima il 7 dicembre, alla Prima della Scala ...   l'apertura della stagione lirica  ... io che da un vecchio libraio di Castiglione Olona ... un angolo di Toscana in provincia di Varese, compravo  libretti di Arrigo Boito e di Francesco Maria Piave ... io che all'improvviso, e non so perchè, mi  dimenticai  di tutto questo ... ed ora ...   con immensa gioia mi riprendo i miei ricordi   Verdiani ... e ricomincio, come se non avessi mai smesso di  ascoltarlo, di  leggere e voler sapere ... ed oggi, a differenza degli anni ottanta è molto più  facile ... internet ... la tv satellitare ... leggo, leggo in continuazione ... racconto alle mie due cozze  (l' Adolescente non è proprio interessato ... ma vabbè ... ) storie di amori, di tragedie, di uomini con il cilindro ... di donne con abiti spettacolari ... non trovate meraviglioso tutto ciò???
Ieri era il Bicentenario della nascita del Maestro e grazie a Sky ho potuto vedere una maratona in suo onore, alcune sue opere, la sua vita, i racconti dei suoi paesani, la  sua Roncole ...l'amore per Giuseppina ...  e poi una bellissima e secondo me romantica storia,  legata indirettamente a lui, una breve, semplice ma grande storia d'amore ...  voglio raccontarvela ...
D'Annunzio disse di Verdi ... "Pianse ed amò per tutti" ... e fu così.

 C'era una volta ...
Macerata, il Sferisterio, un' Arena unica nel suo genere per la miglior acustica d'Italia , anno 1921, il mecenate Pier Alberto Conti, un nobile conte, affascinante, alto e  biondo ... decise di portare l' Aida in questo teatro, la prima opera lirica in questa struttura. Fu un grande trionfo, 17 repliche, 70.000 presenze ... 1000 comparse, un lavoro colossale ... indimenticabile come la cantante ... la soprano Francisca Solari ... e vuoi a causa del grande trionfo, e quindi dei festeggiamenti che ne seguirono, o il burrascoso matrimonio che il conte si stava lasciando alle spalle ...o quei momenti della vita dove i pianeti si allineano nel modo giusto, perfetto ...  Pier Alberto Conti e la soprano Solari si innamorarono perdutamente, un amore assoluto, grande ... Vissero per tutta la loro vita insieme, vicini, uniti e soprattutto  felici, amandosi fino alla morte e credo  anche oltre, anzi ne ho la certezza ... ora riposano in un piccolo cimitero, l'uno vicino all'altra ... per sempre. Non conosco molto di più di questa storia, ma sentirla raccontare, così come l'ho raccontata a voi  mi ha fatto tanta tenerezza ... mi ha sinceramente commosso, un uomo, colto, facoltoso ... e una donna straordinaria con una voce che incantava ... ed il loro Amore.
Ed io nel mio piccolo blog posso finalmente scrivere con convinzione e certezza e un pochino di nostalgia ... e vissero felici e contenti.
Grazie Maestro.

p.s. naturalmente chiedo venia ai veri amanti dell'opera Verdiana, ai veri appassionati dell'Opera lirica, ai musicisti, agli abitanti di Macerata ... se nel mio racconto ci sono delle inesattezze ... sono solo una mamma che ha riscoperto o scoperto una passione ... Grazie