domenica 9 febbraio 2014

9 febbraio 2014. Sole meraviglioso.

Oddio che grande fatica questi "Dieci minuti" ... Sembra un gioco banale forse anche stupido. Ma vi assicuro che dopo i primi giorni diventa difficile trovare qualcosa da fare CHE NON HAI MAI FATTO!!!
Ieri sera ho chiesto aiuto alle due cozze. Mi hanno dato dei consigli. Beatrice andare a fare la spesa in un discount ... Edoardo  mangiare  kebab ... Beatrice giocare o assistere ad una partita del gioco online del fratello!!!
Ergo,  oggi i miei "Dieci minuti" li ho dedicati a CERCARE di capire questo nuovo gioco, ops perdonate adolescenti, questo nuovo esports. Vi ricordate il mio post sugli sports elettronici ?
Bannare, botline, pikkare, wordare ... il gergo di questo nuovo sport elettronico. Mi sono seduta di fianco a Edoardo, cercando di comprendere le regole di questo super tecnologico, moderno e  futuristico sport. Vi giuro che mi sono applicata ... ma oltre a vedere disegni molto belli di figure tra il mitologico e i manga, NON HO CAPITO ASSOLUTAMENTE NULLA. Ma i miei "Dieci minuti" sono diventati quasi 30. Mi sono goduta la vicinanza del mio "bambino", la sua spiegazione e devo fargli i complimenti. E' vero è un gioco virtuale però a suo favore devo elencare alcuni plus:
  1. Per giocare si deve sapere molto bene l'inglese. 
  2. Devi essere uno stratega
  3. Devi essere veloce
  4. Astuto
  5. Furbo
  6. Preciso
Bene anche oggi sono riuscita a rispettare il mio gioco. Perchè i giochi sono una cosa per persone serie. cit ( Dieci Minuti di Chiara Gamberale). Ricordatelo.
A domani

sabato 8 febbraio 2014

8 febbraio 2014  Piove.

I miei " Dieci minuti " di oggi li dedico al ... bowling.

Un luogo che non ho mai frequentato, che non ho mai cercato, anzi  ci sono sempre stata alla larga.  Anche perchè  in Italia, sono ritrovi di gente non proprio ... a target ... come direbbe qualcuno. Stasera cederò, mi immolerò per l'amicizia, l'affetto, l'amore. 
Saranno " Dieci minuti " che dedicherò  ai miei figli con tutto il  cuore di mamma, con tutto il sacrificio che solo una mamma può fare. Poi dopo stasera ... il bowling non farà più parte della mia vita. Qui lo scrivo e lo sottolineo!!!
Chiaro???
Buona serata a tutti. 

venerdì 7 febbraio 2014

Un uomo di altri tempi.

Questa mattina nei miei tre quarti d'ora "pensatoio", ( vi ricordate il post dove racconto questo mio momento ? ), raccoglievo le idee per il post di oggi. E causa una malinconia/nostalgia fisiologica e atmosferica avevo deciso di postare una ricetta del passato " Torta di pane " e crogiolarmi nel mio stato da faccina triste ... . Poi un'incontro particolare, tenero mi ha cambiato la giornata. 
Dopo aver sbrigato delle faccende vado all' Esselunga (un supermercato, anzi il Supermercato). Sto pagando e di fronte a me, al bar dello store, è seduto un uomo molto anziano che mi saluta. Io senza occhiali e non capendo se sta salutando me oppure qualcuno alle mie spalle, faccio finta di nulla. Sto prendendo i sacchetti della spesa e sento un " Buongiorno Signora, l'ho salutata ma non mi ha visto". Alzo gli occhi e mi trovo davanti il "vecchino" del bar. " Buongiorno a lei, dico sorpresa. " Lui mi da la mano, una stretta calda, vigorosa, forte.  " Come sta Signora? Sa, sono venuto a salutarla perchè lei quando passa dal bar mi saluta sempre". E' vero, mi viene in mente che un paio di volte passando dai tavolini del bar, ho visto questo signore anziano che mi sorrideva e io rispondevo al sorriso con un saluto. Un signore distinto, ben vestito, dolce, educato, di un'antica bellezza. Guardo alle sue spalle e al tavolino dove era seduto ci sono due signori, uno straniero (forse un badante) ed un'altro.
Io rispondo che sto bene. Lui mi dice " Vuole un caffè?". Io " No grazie, la mattina evito di prenderlo" e lui " Anche mia moglie non lo prendeva al mattino, le dava problemi di stomaco". Gli chiedo come sta. Lui mi risponde " Siamo qui, fino a quando  la barca va, la facciamo andare, poi quando si fermerà raggiungerò la mia Giulia." Io rimango senza parole, sento che mi sto per commuovere, gli rispondo " Ah ... ( non riesco a trovare nulla di bello da dire), mi vengono fuori solo queste parole : " Ora devo andare, arrivederci e buona giornata". E lui mi guarda e mi dice " Che bella pelle che ha, che bella faccia. Mi scusi sa ma è proprio bella. Arrivederci signora e buona giornata a lei. " Mi da la mano e si allontana.
Io, care amiche e amici, con le lacrime agli occhi, esco dal supermercato e salgo in macchina. Non conosco questo Signore, l'ho visto un paio di volte, come vi scrivevo prima. Non so come si chiama, dove abita, se è malato. So solo che è stato di una gentilezza, galanteria, dolcezza fuori dal comune. E' ho voluto dedicare questo post a lui. Spero sinceramente d'incontrarlo ancora. Mi ha scaldato il cuore. 
7 Febbraio 2014. Piove.

Per i miei "dieci minuti" di oggi vi faccio vedere una fotografia ... e poi vi racconto.



Gomitoli di lana e  colori, tanti, belli. Mi  sono sempre piaciuti i negozi che vendono gomitoli. Tantissimi colori ...  un colpo d'occhio magnifico. Ma ... il mio entusiasmo si fermava allo sguardo. Ho provato a prendere in mano i ferri da maglia ... ho accennato qualche punto ... dritto e  rovescio. Alla fine capivo che  lo scopo era solo quello di   poter comprare rotoli di lana del mio colore preferito. Poi  tutto restava  nel cesto e nella borsa del caso. La pigrizia, la mia incostanza. Oggi grazie ad una gentilissima amica di Facebook ho la speranza di  poter imparare seriamente.  Parteciperò a dei corsi, dove splendide donne metteranno a disposizione il loro "sapere". E tra un sferruzzata e l'altra si berranno delle tisane e si mangeranno tanti dolcetti. Non vedo l'ora. Ma che belli i "Dieci minuti" di oggi. Oserei dire colorati.
Deformazione mentale, scrivendo questo post mi è venuto in mente un libro che ho letto qualche tempo fa Il club dei ricordi. Leggetelo è molto toccante.


Dal libro:

 "Figlia mia, è da molto tempo che voglio raccontarti una storia. Ma non è come quelle che ti piaceva ascoltare, di Babar o di Pippi Calzelunghe. Non è nemmeno divertente. E' soltanto vera, la mia storia. Eppure non riesco a trovare le parole per raccontartela, allora prendo i ferri e lavoro a maglia. Ogni punto è una lettera, e in ogni giro scrivo : " Ti voglio bene". Scrivo sempre la stessa frase in ogni mio lavoro. Poi, come una preghiera o un augurio, la rivolgo a te. Con la speranza, cara figlia mia, che la storia che sto componendo riesca ad arrivarti con tutto il mio amore.



giovedì 6 febbraio 2014

6 febbraio 2014. Sole.

Per i miei " Dieci minuti" di oggi ... ho scritto una lettera.

Mia Zia Ornella, sorella di mio padre, una donna che è stata molto presente nella mia infanzia. Una donna che mi ha insegnato ad amare la mia Milano, mi ha insegnato ad apprezzare ed amare i libri ... e sapete il risultato. Che mi ha fatto conoscere l'opera, il teatro. Grazie a lei ho imparato a sciare. Grazie a lei ho visto bellissimi paesi come il Marocco, come Israele. Grazie a lei ho vissuto avventure divertenti, strane, uniche.  Ho conosciuto altre culture. Ho mangiato la pizza con salsa di peperoncino in un meraviglioso ristorante marocchino. Grazie a lei ho avuto il mio primo giradischi arancione. Grazie a lei ... tanti e tanti meravigliosi momenti. 
Poi le cose cambiano, noi cambiamo  e non sempre in meglio. Sono cresciuta, l'egoismo dell'adolescenza,  la scuola, i primi fidanzati, poi il lavoro, la famiglia, i figli. Lei è andata in pensione e come aveva sempre detto,  si è trasferita dall'altra parte del mio mondo. Samanà, Santo Domingo. 
E ci siamo perse ... . L'ho rivista in occasione molto tristi, la morte di mio zio Renzo (l'altro fratello) e per la malattia di mio padre. 
E, purtroppo, dalla morte di mio padre ... il nulla. Non ci siamo più viste e sentite. Lei sicuramente ora avrà una sua vita, e immagino completamente diverse dalla mia. Avrà i suoi amici, i suoi affetti. 
E allora l'idea della lettera. Questi " dieci minuti" personali li ho dedicati a lei. Vorrei solo sapere come sta. Tutti noi vorremmo sapere come sta.  Cugini, mogli  e mariti dei cugini, nipoti e cognate ... 

La mia lettera ... 


Ciao Zia,

mi fa effetto scrivere questa parola come credo farà effetto a te leggere questa lettera, con la speranza che ti arrivi.La prima cosa che mi viene da chiederti è come stai? E la seconda è ... che fine hai fatto ? Non sappiamo più nulla di te, e siamo realmente preoccupati, sei completamente sparita. Sai in questi ultimi mesi ti ho pensato spesso, ho pensato spesso alle nostre domeniche passate insieme, ai regali che mi facevi ... come il primo giradischi arancione. E le vacanze bellissime che grazie a te ho fatto.
Ho aperto un blog, www.echemammasia.blogspot.com, dove racconto le miei giornate di mamma, moglie e figlia. E spesso ho raccontato dei nonni e anche di te. Tante volte mi sono arrabbiata con me stessa per aver perso ogni contatto. Ma lo sai benissimo  che la vita spesso fa dei bruttissimi scherzi. Io capisco anche che oramai qui in Italia tu non hai più nessuno per cui valga la pena tornare, ma mi piacerebbe sapere solo se stai bene. Tutto qui. So, e lo hai anche detto, che oramai la tua famiglia è laggiù, ma ogni tanto ricordati di questi lontani parenti, ricordati delle cose che abbiamo fatto insieme. Sarà l'età (la mia) ma ho molta nostalgia di quei tempi, di Livigno, di te e della nonna.Ti lascio il mio cellulare. Ti ribadisco che non voglio entrare nella tua vita, non vogliamo entrare nella tua vita, solo, ogni tanto sapere se stai bene e se hai bisogno di qualche cosa.Con un affetto, forse un pò arrugginito ma sincero.
Paola e naturalmente Marco, Edoardo, Beatrice,  Monica, Federica, Sergio, Flavio, Cristina, Simone, Caterina e Regina. 


In queste fotografia lei, io e mia mamma. Anno 1966 11 febbraio, il mio primo compleanno.





mercoledì 5 febbraio 2014

5 febbraio 2014. Piove

Per i miei " Dieci minuti " di oggi, vi stupirò ... per la banalità.
Ho fatto un qualcosa che sicuramente risulterà, ripeto banale, insignificante per moltissimi di voi. Ho prestato un libro.
Già. Chi mi segue  e/o mi conosce sa benissimo  che i libri sono una parte di me, della mia vita, della mia quotidianità, del mio essere, di quello che faccio, dico e scrivo. Da che ho memoria, non credo di aver mai prestato un libro. E se l'ho fatto, doveva esserci una ragione molto, molto valida. Bene questa mattina ho preso il mio ultimo libro letto, che sicuramente, come già vi ho detto ieri, fa parte oramai di me, il libro di Chiara Gamberale e con l'aggiunta di un biglietto l'ho consegnato al mio "postino" personale, mio marito. Tramite un'altro marito, stasera arriverà a destinazione. La destinataria di questo gesto è un'amica che conosco da circa 20 anni (anno più o anno meno). E' una persona gentile, dolce, diretta, semplice. Non so se le farà piacere ricevere "in prestito" questo libro. Ma conoscendola credo proprio di sì. Prestare un libro che ho letto e che è diventato   importante per me ... è come dare una piccola parte di me stessa. Fino ad oggi ho sempre evitato di prestare libri. Se qualcuno mi chiedeva un mio libro ... piuttosto di prestarlo lo compravo!!!  
Sono fatta così. Volete che cambi alla soglia ... dei miei primi 49 anni ??? No, anche perchè io mi piaccio così.
A domani.

martedì 4 febbraio 2014

Per dieci minuti

Ho finito di leggere il libro di Chiara Gamberale,  è devo dire che è una figataaaaaa ... (passatemi il termine quasi volgare, ma volevo rendere l'idea ... .)
La protagonista, in parte una io narrante, dopo una cocente delusione d'amore e dopo aver perso il lavoro, raccoglie il suggerimento della sua analista di fare un  "gioco" Steineriano. La dottoressa T. dice a Chiara di dedicare 10 minuti al giorno per un mese, alle cose che non ha mai fatto. Anche quelle stupide, banali. Chiara un pò scettica accetta di giocare. Il libro è il suo diario di quel mese. Inizia con mettere dello smalto "rosa" sulle unghie, poi inizia a cucinare dei plumcake.  E alla fine del mese ... . Leggetelo è veramente interessante, vero, bello, coinvolgente. 
E come succede quando leggo dei libri che come direbbe Morgana (alias Fiorello) o Morgan, mi arrivano, anzi mi travolgono ho pensato di mettere in pratica questo strano gioco, modificandolo solo un pochino. Da oggi 4 febbraio 2014, ogni giorno farò qualcosa che abitualmente non faccio. 

4 febbraio 2014, martedì. Piove

Ore 7.15 a.m., suona il cellulare, mia mamma mi dice che non viene con me in piscina perchè si è svegliata tardi. Se posso aspettarla può farcela, altrimenti no. Io nel delirio delle sette con  le due cozze da svegliare, Tigro da gestire, Marco da salutare e ascoltare le sue raccomandazioni (spegnete la luce, vai piano in macchina, non fare andare il riscaldamento tutto il giorno a 21 gradi, chiudi la porta ...), dicevo nel delirio della mattina le dico che non riesco ad aspettarla, devo portare Edoardo a scuola, e ho i minuti contanti. E non riesco a tornare indietro a prenderla perchè c'è traffico e dopo la piscina devo fare tantissime commissioni. Lei mi dice di non preoccuparmi e mi saluta. Mi vesto, urlicchiando di qua e di là, e penso che non mi costerebbe nulla lasciare Edoardo a scuola e tornare indietro a prenderla, è vero c'è traffico e sicuramente rallenterei  la mia tabella di marcia. Ma ... Poi, mi vengono in mente i "Dieci minuti" e la richiamo. Lei felice, mi dice che si farà trovare pronta per le 8.10, e così è stato. Siamo andate in piscina, abbiamo nuotato insieme. Sono tornata a casa e come un tornado ho cercato di fare tutto quello che mi ero prefissata ... Ad un certo punto, mi sono detta ... ecchissenefrega se non riesco a fare tutto. Ho fatto felice la mia mamma.

Ecco il mio primo "Dieci minuti". Grazie Chiara, grazie dottoressa T. Certo non mi cambieranno la vita questi piccoli gesti, ma sono felice di aver fatto felice la nonna Regina.
La mia maestra di cucito.